come-scrivere-il-testo-per-una-canzone_f2fa3c96573c3538243fe64b71aedaf4

Come si scrive nella musica da ballo? (3)

Questa volta il sottotitolo potrebbe essere: Con chi si scrive nella musica da ballo ? Risposta: Con chi si vuole. Ed è finita.
Invece no, non è finita, anzi, quando si inizia a scrivere canzoni, a meno che uno sia compositore ed autore dei testi contemporaneamente, ci si trova, prima di tutto, nella necessità di avere un collega che ti aiuti o a musicarti un testo o a “parolarti” una musica. Di solito, da ragazzi, quando si incominciano a buttar giù le prime idee lo si fa con qualche compagno che divide con noi la passione per la musica. E’ un po’ come un gioco. Io lancio una frase musicale e tu la vesti di parole. Poi si continua a fare i compiti, a parlare di ragazze, a fare merenda, a scherzare. Praticamente autore e compositore pensano allo stesso modo, hanno le stesse reazioni ad uno stesso stimolo esterno, captano le stesse emozioni da una frase musicale che si lega perfettamente ad un testo.
Poi il tutto diventa anche un mestiere anche se fondamentalmente sarebbe bene rimanesse un gioco. Ed allora è più difficile che persone con una cultura a volte diversa, con età diverse, con esperienze diverse, con intenti diversi, con caratteri diversi, si integrino abbastanza da condividere una canzone. Nel mondo della musica da ballo non conosco molti esempi di autori che collaborano stabilmente ma quelli che lo fanno, forse non a caso, sono riusciti a costruire dei grandi successi come se l’ autore fosse uno solo.
Ricordo le grandi collaborazioni fra il M° Lamberti e Franco Bagutti che hanno prodotto tanti successi, Casadei, Aldini e Muccioli, le mie con Al Rangone ed ultimamente Galassi con Del Nevo. E non solo nella musica da ballo capitano queste alchimie: Ricordo Albertelli e Riccardi inventori di Drupi, Facchinetti e Negrini, creatori di tutti i successi dei Pooh, Mogol e Battisti, di cui è superfluo elencare tutto ciò che hanno fatto. E poi ancora Bigazzi e Tozzi, Bigazzi e Gianni Bella, Bigazzi e Masini, il caro M° Alberto Testa e Tony Renis, Baglioni e Coggio, Luberti e Cocciante, e prima ancora il grande Domenico Modugno e Franco Migliacci, lo stesso Migliacci autore dei più grandi successi di Gianni Morandi insieme a Zambrini ed Enriquez, Nicola Salerno (Nisa) e Carosone, Chiosso e Buscaglione, Beretta, Del Prete e Celentano, Pace, Panzeri e Pilat e chissà quanti me ne dimentico. Io ho conosciuto una buona parte di loro, e quasi tutti mi hanno confessato che non si sono cercati il partner ideale ma, poco per volta, se lo sono ritrovati quasi per caso, naturalmente, senza bisogno di tante parole ma soltanto perché prima di tutto fra loro c’era una naturale stima, un’ intesa senza bisogno di tante parole ed a volte una vera amicizia. Non esiste una regola fissa, una equazione matematica ma, di solito, il partner ideale è quello che rappresenta la parte mancante dell’ altro. Certamente quando un autore, sia compositore che paroliere, matura una certa esperienza, può lavorare con chiunque essendo un professionista esperto e trovarsi benissimo ma un conto è creare delle opere tecnicamente corrette, un conto è creare delle opere che sembrano uscite da una mente sola. A proposito di “mente sola”, voglio raccontarVi un episodio che mi è capitato recentemente. Mi è arrivata una mail con allegato un brano di un giovane autore, uno di quelli che ogni tanto mi chiede un consiglio, un aiuto o soltanto vuole farmi ascoltare quello che ha scritto. La mia risposta di solito è questa: Prima cosa deposita la Tua opera alla Siae in modo da tutelarla. Secondo: trovati una persona che possa condividere con Te gli stessi interessi, gli stessi intendimenti, le stesse aspettative e persino le stesse delusioni. Forse questo giovane collega ha preso alla lettera soprattutto il secondo consiglio. Infatti un mese dopo mi arriva un brano da un autore abbastanza affermato che mi prega di ascoltare questa sua opera. Con mia sorpresa mi accorgo che il brano è quello che mi aveva mandato il giovane autore qualche tempo prima ma con altre due firme che nel frattempo, strada facendo, si erano aggiunte. Alla faccia della “ mente sola “. Ultimamente ho riscontrato che le firme in calce a parecchie canzoni che girano nella musica da ballo sono sempre più numerose, Tre, quattro e, a volta anche cinque autori si dividono la paternità di una canzone. Beh, questo è un compromesso che ci si trova spesso ad affrontare quando ci sono diversi interessi che ruotano intorno ad una produzione. Io tendo a pensare che, comunque almeno un paio di quegli autori si trovavano lì per caso. Magari affronteremo l’ argomento in un’ altra occasione. A presto.

spacer